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Abbronzarsi con lampade solari fa male? No, ma serve moderazione

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L’abbronzatura artificiale è un metodo veloce per avere una bella pelle abbronzata senza andare in spiaggia, sapendo però, che c’è qualche rischio. Ci sono due tipi di lampade quella a bassa pressione che stimola la riproduzione della melanina e il suo effetto è visibile dopo qualche ora ed è molto più duraturo, oppure quella ad alta pressione che ha il compito di colorare la melanina già esistente ma con effetto a breve.

La reazione ai raggi è molto personale, tutto dipende dalla melanina e dal fototipo che noi abbiamo. Le ricerche più recenti consigliano di utilizzare questa abbronzatura artificiale con prudenza e parsimonia. Le lampade andrebbero utilizzate il meno possibile per i ben noti effetti collaterali a breve e a lungo termine come per esempio l’ eritema, orticaria da raggi UV, dermatite, invecchiamento e l’inaridimento della pelle e molto più grave il tumori della pelle. Questo per via dei raggi UVA emessi.

Per non correre rischi, è importante rispettare igiene e sicurezza, nell’andare in centri specializzati dove vengono osservate le leggi di sicurezza è obbligatorio mettere dei cartelli ben visibili in cui si sconsiglia l’uso alle persone con pelle chiara, con famigliarità ai tumori della pelle, con lentiggini è in fine altro rischio per chi ha dei nei. La clientela deve essere avvisata che i raggi trasmessi dalle lampade potrebbe interagire ai farmaci e anche su cosmetici. In realtà, le lampade abbronzanti non sono dei mostri diabolici, basta utilizzarla con intelligenza, come pure l’esposizione al sole naturale deve essere preso con cautela.

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