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Fare stretching una buona abitudine per i nostri allenamenti

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Lo stretching non è preso molto in considerazione nelle palestre ma cerchiamo di fare un po di chiarezza su questa pratica, la cui deve diventare una buona abitudine nelle nostre sessioni d’allenamento. C’è chi si dedica a fare sport in palestra facendo esercizi con un l’unico scopo di aumentare i sovraccarichi e avendo come unico solo obbiettivo l’aumento della massa muscolare ritenendo lo stretching inutile pensando che addirittura sia una  perdita di tempo.

L’allungamento muscolare può dare molteplici benefici ,dal punto di vista della flessibilità del muscolo e sia dal punto di vista ipertrofico, cioè per un aumento della nostra massa muscolare. Se nel nostro allenamento dove ci dedichiamo alla stimolazione della crescita del muscolo  non abbiamo la buona abitudine di fare stretching possiamo incorrere nel rischio di non sfruttare a pieno il nostro completo range di movimento, e quindi di non allenarci in maniera corretta, senza avere così un movimento di allungamento e contrazione in maniera completa e fisiologica. La mancanza dello stretching nel nostro allenamento può creare una tensione muscolare tale che andrà a compensare con altri distretti muscolari portando a eseguire i nostri esercizi in maniera scorretta rischiando di andare a farsi del male con contratture muscolari o lesioni al muscolo per la mancanza di flessibilità ed elasticità. Fondamentale quindi diventa lo stretching nella nostra seduta di allenamento, per cosi eseguire qualunque sforzo ed esercizio sfruttando il massimo range di movimento, senza rischiare nessun problema articolare. Esistono due tipi di stretching quello settoriale e quello globale attivo.

Lo stretching più conosciuto è quello settoriale, conosciuto molto ad esempio sui campi da calcio o sulle piste di atletica, che consiste nel mantenere in allungamento il distretto muscolare a cui abbiamo interesse per vari secondi (20/30 sec) con il vantaggio di essere molto semplice da eseguire e praticabile comodamente. Gli svantaggi dello stretching settoriale è di non agire sul nostro tessuto connettivo, il  principale responsabile di dolori e retrazioni, inoltre non tiene conto delle catene muscolari. Lo stretching globale attivo meno usato e conosciuto ha il vantaggio di agire sul singolo muscolo, influenzando reciprocamente le catene muscolari riuscendo ad ottenere un allungamento connettivale, migliorando la flessibilità del muscolo stesso. Lo svantaggio è che questo tipo di stretching ha bisogno di mantenere una posizione di allungamento per anche 10 minuti aiutandosi con una profonda e regolare respirazione. L’inserimento dello stretching nei nostri allenamenti diventa fondamentale, diventando parte integrante dell’allenamento, per cosi avere una crescita muscolare fisiologicamente adeguata per svolgere i nostri esercizi con più fluidità, flessibilità e sicurezza.

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